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La traina costiera (parte II)

La traina costiera (parte II)

Pietro Ramunno ago 29, 2018 Magazine 0 Comments

Lo avevamo anticipato la scorsa settimana: in questa seconda parte, sveleremo i trucchi e le attrezzature necessarie nella traina costiera.

LE CANNE

Le canne per la traina costiera andranno scelte in base alle prede che vorremo insidiare, ma si dovrebbe restare in un range compreso tra la 4 e la 12 libbre. Sono disponibili diversi modelli nell’e-commerce di Universe Fishing. A parità di libbraggio bisogna considerare che ci possono essere canne più rigide e canne più flessibili. Dipende dall’azione, che nel caso delle paraboliche sviluppa la massima potenza con il fusto flesso per l’intera lunghezza. Nelle ripartite o in quelle con azione di punta la potenza viene espressa gradatamente e quindi non necessariamente quando il fusto forma il classico arco.

La lunghezza della canna è un altro fattore importante in relazione alla potenza e alla flessibilità. Usando lenze molto sottili, (fino a 8 libbre per intenderci), e pescando in superficie, è preferibile orientarsi su canne lunghe e flessibili, mentre se dovremo appesantire la lenza con piombi a sgancio rapido saranno da preferire le canne stand-up: l’azione più rigida non le farà flettere troppo sotto la trazione delle zavorre. Le canne più lunghe e flessibili hanno un’azione più morbida, riuscendo ad ammortizzare meglio le testate e le fughe più energiche della preda, mentre quelle più corte con azione ripartita o di punta hanno una risposta più rapida, essendo più rigide, e riusciranno a essere più efficaci nel pompaggio del pesce.

MONOFILO E TRECCIATO

Il nylon permette di avere maggiore elasticità e una minor visibilità in acqua. È il principale componente dell’attrezzatura, l’elemento che ci collega fisicamente alla preda e di conseguenza il rapporto tra il suo carico di rottura e il peso del pesce aumenta la difficoltà della cattura. La maggior elasticità potrebbe portare a non avere una rapida ferrata, ma consentirà al pescatore quel margine di errore in più che il trecciato non permette. Infatti alcuni pescatori preferiscono il multi fibra collegato a un idoneo spezzone di shock leader in fluorocarbon per avere una ferrata più sicura e un controllo istantaneo sulla preda a discapito, a volte, di rotture o slamature se non avremo regolato alla perfezione la frizione. Imbobinate almeno 300 metri di lenza nel mulinello per saper fronteggiare anche i casi più difficili. Scegliete il diametro in base a ciò che volete catturare, ma se volete imbobinare un filo che vada bene un po’ per tutte le prede, scegliete un nylon intorno allo 0,40 o un trecciato sulle 20 libbre. Valutate il trecciato per le caratteristiche di resistenza in quanto gli ultimi dieci metri di lenza saranno in fluorocarbon trasparente e il multifibra non andrà in nessun modo a compromettere l’azione di pesca.

MULINELLO

Scegliere il mulinello giusto nella miriade di modelli presenti sul mercato non è cosa facile e quindi vediamo quali sono i dettagli da non sottovalutare per avere un buon prodotto. Parlando di mulinelli a tamburo rotante, quelli ormai di maggior uso nella traina costiera, li andremo a scegliere su modelli da 8, 12 o 20 libbre, in grado di reagire senza alcun problema anche su prede di tutto rispetto. In alcuni mulinelli troveremo ancora la classica frizione a stella, sicuramente meno pratica di quella a leva, ma più graduale nella taratura. La maggior parte però avrà un comodissimo freno regolabile tramite una leva e una regolazione aggiuntiva chiamata preset. In pratica, la leva principale agisce su una o più molle che aumentano o diminuiscono la pressione sui dischi che slittano all’interno della bobina. Le frizioni solitamente usate all’interno dei mulinelli sono in fibra di carbonio e il materiale usato per la costruzione della scocca va dalle leghe leggere, all’acciaio o a materiali plastici. La giusta regolazione del freno è un fattore fondamentale per il buon esito di una cattura e chi è già esperto si troverà facilitato nella giusta regolazione della frizione anche pescando con fili sottili.

AMI, GIRELLE E MOSCHETTONI

Nella traina costiera l’utilizzo di ami è molto limitato. Sono poche, infatti, le situazioni in cui vengono utilizzati ami singoli. In genere si utilizzano ami di sezione molto sottile ad alta penetrazione. I più indicati sono quelli in acciaio nelle misure che vanno dal 4 al 2/0. Nella scelta di un amo, specialmente se intendiamo insidiare predatori di una certa mole, è preferibile orientarsi su prodotti con buone caratteristiche tecniche per non incappare in slamature dovute all’apertura di un amo.

Per quanto riguarda girelle e moschettoni, inevitabili nella traina a causa delle torsioni delle esche trainate che creano sul filo, ne va inserito almeno una tra l’esca e la lenza madre per scongiurare il problema. Le girelle usate nella traina costiera devono essere di ridotte dimensioni per poter passare agevolmente tra i passanti della canna. In commercio possiamo trovare anche modelli a cuscinetto interno che garantiscono una maggiore fluidità riducendo a zero le torsioni. Le girelle con moschettone invece offrono il grande vantaggio di poter cambiare rapidamente esche e terminali consentendo una più veloce azione di pesca.

LE ESCHE

Nella traina costiera le esche più utilizzate sono le piume, i kona e i minnow di ogni forma e colore. In base al tipo di pesca e al tipo di preda che si vorrà insidiare, ci doteremo di un’esca idonea al predatore. Di norma nella traina costiera dovremo avere nella nostra cassetta una scorta di esche per coprire ogni tipo di pesca e quindi, partendo dai minnow, ne acquisteremo diversi per coprire le misure comprese dai 5 agli 11 centimetri. Stessa cosa per le piume, i kona e altre eventuali esche che vorremmo provare, come ad esempio i siliconici. Ricordiamo che i minnow generalmente vengono venduti “pronti all’uso” e cioè già dotati delle ancorette mentre per le piume, i kona e alcune esche siliconiche dovremo dotarci degli ami idonei.

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